
Dove è nata?
Sono nata a Ome (Brescia), tra le colline della Franciacorta
Quanti anni fa?
Il 26 maggio 1947
I suoi genitori cosa facevano?
Il papà il giardiniere e la mamma casalinga
Dove vive?
Vivo a Brescia – Via Dario Levi, 3
A che età ha cominciato a fare arte?
Età circa 23 anni. Anche se fin da bambina ero attratta da tutto ciò che fosse disegno.
Quali sono stati i suoi maestri o comunque c’è qualcuno o un movimento al quale lei si è ispirata?
Appena ho potuto avere un po’ d’indipendenza economica, ho frequentato la scuola d’arte la sera. Poi mi sono sposata, ho avuto due bimbi e tutto è slittato. Subito dopo ho frequentato un corso di 1 anno di Pittura su Porcellana. Quindi mi sono licenziata ed ho aperto un negozio di fiori e porcellane dipinte. 6 anni dopo mi sono separata ed ho iniziato ad insegnare pittura su porcellana ed in contemporanea ho aperto un laboratorio di oggetti dipinti. Per circa 20 anni. Facevo mostre e fiere. Non disdegno questo mio percorso perché mi ha permesso di migliorare e sperimentare. Infatti, sulla porcellana ho eseguito tecniche mie particolari e dal 1995 è nata la mia ricerca espressiva dal titolo “VIAGGIO AL CENTRO DELLA VITA”, che tuttora porto avanti su tela. Nel 2008, dopo 20 anni sola, mi sono risposata, e grazie a mio marito, ho chiuso il laboratorio e FINALMENTE ho potuto coronare il mio sogno, e cioè dipingere quadri.
Quando ha fatto la prima mostra?
Collettiva-22-29 aprile 1990 = TREMEZZO(CO) Convention Azzurra
La prima opera venduta?
Personale 26-30 ottobre 1995 = ARTE PADOVA – Gall. Edas
Che cosa racconta la sua arte?
Da 30 anni sento la necessità di esprimere le mie sfumature emotive più profonde. Una chiave magica e solare di vivere l’arte col cuore oltre che con la mente per dare un significato più alto della vita. Infatti, essa la considero “prodigio di un miracolo nascente” sia dal grembo materno sia dalla natura. È un racconto che mi affascina e intriga totalmente. Provo una gioia particolare nel creare emozioni e sentimenti. La sorgente della mia arte è osservare la natura, struggente nella sua perfezione. Avverto profonda ammirazione, stupore. Un volteggiare di colori e luce, di procreazione, il tutto in un caleidoscopio di poesia. Ecco perché nella mia arte la luce ed il colore, oltre che la profondità, sono indispensabili. Si dice “venire alla luce” e questa è la Vita. Davanti alla tela bianca è come iniziare un viaggio misterioso e adrenalinico. Progettualità che si rinnova ogni volta. Poi, impastare e plasmare è interagire intimamente col quadro per esserne in simbiosi materiale.
Quale è stata l’emozione più grande nella sua attività artistica?
L’emozione più grande è stata nell’evento della mia prima personale. Il riconoscimento da parte del pubblico non solo della parte estetica dei miei quadri, ma soprattutto delle trame nate nel mio mondo interiore e nella mia mente
I media ed il pubblico influenzano la sua arte?
No, niente e nessuno influenza la mia arte, non per arroganza o presunzione, ma perché nasce dalla mia essenza più profonda. Essendo lo stupore l’origine della mia meraviglia, auguro a me stessa che non si asciughi mai in quanto è il dono più prezioso che ho per iniziare la mia arte ed esprimere la bellezza.
Quando ha iniziato ad essere conosciuta?
Ho iniziato ad essere conosciuta man mano che facevo mostre, sia collettive che personali.
Realizza le sue opere di giorno o di notte?
Realizzo le mie opere dal primo pomeriggio fino a sera poiché la luce ed i colori sono più smaglianti, splendenti e scintillanti
Per lei l’arte è una fatica o una gioia?
Senza ombra di dubbio una gioia. Essa mi è stata di conforto e resilienza, speranza e coraggio quando ho dovuto affrontare sfide e situazioni difficili. In 20 anni, sola e con due figli da crescere, la mia arte è stata in grado di fornirmi oltre che la gioia, la crescita, l’indipendenza e il sostentamento pecuniario di cui avevo bisogno.
C’è un grande maestro del passato al quale lei guarda?
Dei pittori del 500 ho sempre ammirato la delicatezza del colore, le sfumature. Le trovo perfette per descrivere il mio operato. Amo i colori vellutati con i quali voglio dare bellezza, sogno, armonia.
Quali sono i temi che ama di più?
Il tema è sempre quello dell’importanza del dono della Vita, vero cardine della mia pittura. Per realizzarlo mi avvalgo di simboli e metafore. La ROSA. Il cui significato intrinseco è maternità. Essa è la regina dei fiori, appassisce ma l’anno successivo ritorna in tutta la sua bellezza. Ecco la continuità della vita. IL SOFFIONE O TARASSACO, scelto perché bianco, rotondo e puro e soffiando diffonde la vita. ALBERI, simboleggiano l’alternarsi delle stagioni e dimostrano la legge primigenia della vita. Con la loro linfa ci donano il nostro esistere e le loro radici affondano nell’infinito. SPIRALI, archetipi della nostra esistenza.
Se tornasse indietro, rifarebbe l’artista?
Sì, sicuramente. Da quando ho potuto iniziare a dipingere, ad oggi, non ho mai smesso. Difficoltà ma anche tante soddisfazioni
Quando ha terminato un’opera, a chi la fa vedere per primo?
Il primo che vede le mie opere è mio marito. Mi piace sentire il suo parere
È sincera nella vita o nell’arte?
Non potrei disgiungere le due cose. Sincera sempre. Riservata ma sincera
Se dovesse descrivere la sua arte in poche parole, che cosa direbbe?
Profonda, evocatrice, intensa, forte, solare, colorata, poetica, lucente
Quale sarà il passo successivo per la sua arte?
Il passo successivo è continuare a dipingere l’essenza dei valori che mettono in 1° piano la vita, ciò che amo. E aggiungo, la speranza che ciò che trasmetto venga sempre apprezzato